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    Capitolo IV

    Capitolo IV

     

    Ventotto dicembre. Stava funzionando: ero riuscita a non pensarci per un giorno intero. La giornata precedente era stata strana.

    Mi ero svegliata con la voglia di cucinare, quindi preparai la colazione. Non l’avessi mai fatto! Era venuta un disastro! Avevo bruciato le omelette e in casa non c’erano abbastanza uova per farne delle altre, quindi mi dovetti accontentare di qualche cereale al gusto di cartoncino.

    Non ero uscita. Nevicava! La neve mi metteva sempre allegria, amavo vedere quei piccoli batuffoli scendere giù e coprire la città di bianco.

    Avevo passato tutto il giorno in casa, al telefono con Sarah e Brian. Neanche loro erano usciti. La città era piena di bambini che si lanciavano palle di neve da un lato della strada all’altro. Tutti sorridevano. Anche mia madre era tornata allegra!

    «Tesoro, perché non esci? Lì fuori è stupendo!» Mi aveva detto rientrando a casa dopo un pomeriggio di shopping. Era piena di pacchetti, pacchettini, e la cosa mi suonò molto strana visto che Natale era già passato da un pezzo!

    «Grazie mamma, ma non mi va…» Malinconia. Nonostante la neve e tutto il resto, malinconia. Ero stanca della mia vita. Ero stanca di vivere sempre la stessa noiosa routine. Mi venne spontaneo pensare a cosa sarebbe successo se non fossi scappata, dopo averlo incontrato. No-no-no! Ferma Lusette, non continuare! Pensa a qualcos’altro!

    Accesi la TV, niente d’interessante. Il mio ventisette dicembre passò così, in modo barboso e monotono.

    Erano le quattro del pomeriggio, Sarah e Brian mi raggiunsero a casa.

    «Oh, Lusie! Dobbiamo andare all’Hotel Major!» Aveva esordito Sarah entrando. Cavolo, no! Non l’Hotel Major! «Cosa? Ma perché?» Le avevo urlato contro. Uh, dovevo cercare di mantenermi calma. «Lusie, tu non capisci! Ho scoperto che Nicholas Awery alloggia lì! Te lo saresti mai immaginato?» Te lo saresti mai immaginato, Lusette? Brian si era seduto sul divano a guardarci discutere, nel frattempo.

    «Non ti va di venire?» Aveva cambiato espressione, dopo aver visto il mio sguardo imbarazzato, arrabbiato, sconvolto. Aveva un atteggiamento deluso, ora. «Non è che non mi va di venire, Sarah…» Cercavo disperatamente di salvare quella situazione assurda. «Beh… è una storia lunga, Sarah» Lei mi guardò offesa «Che? Dimmelo in faccia, Lusette, non t’importa nulla di lui né di me!» Reazione esagerata, come al solito. «No! No! No! Ma che stai dicendo?» Brian aveva iniziato a ridere. Beato lui! «è vero! Se t’importasse davvero di me verresti!» Io abbassai lo sguardo, imbarazzata. Non sapevo che fare, che dire. Il mio cuore voleva seguirla, ma il mio cervello voleva rimanere a casa, perché la mia teoria prendesse definitivamente il sopravvento. «Sarah…è…complicato…» Non riuscii a inventarmi niente di meglio. «D’accordo. Andremo io e Brian…» Mi guardò delusa e furiosa un’ultima volta, poi prese per un braccio Brian che mi salutò con un cenno e se ne andò via. Non volevo litigare con lei, ma era qualcosa che andava al di sopra di tutto. Dovevo tentare di non farmi prendere dalle emozioni, dovevo riuscire a non avere niente a che fare con gli uomini, e se fossi andata con loro sarebbe successo tutto il contrario, ne ero sicura.

    Mia madre, che aveva sentito tutto, sbucò fuori dal piano di sopra e mi disse «Era il caso di trattarla così?» Dannazione! Ci mancavano giusto i suoi rimproveri adesso! «Mamma, tu non sai tutta la situazione, stanne fuori per favore!» Mi guardò irritata per un momento e poi si rintanò in cucina.

    Io decisi di uscire. Non sapevo cos’avrei fatto, forse avrei raggiunto l’Hotel Major per chiedere scusa a Sarah - non per altro – o forse sarei andata un po’ in giro per la città, vagando senza meta, così, per liberare la mia mente da tutto e da tutti.

    Ancora non sapevo guidare bene, ma non m’importava, quindi presi la macchina di mia madre e iniziai lentamente a costeggiare la strada per qualche chilometro.

    Senza accorgermene ero arrivata al centro della città. Una marea di gente si affollava per la strada. Ragazzine impazzite che urlavano il nome di Nicholas Awery in modo tale che anche l’Africa avrebbe potuto sentirlo.

    Cavolo. Ero arrivata dove non sarei dovuta mai arrivare. L’imponente palazzo dell’Hotel Major – l’Hotel più in vista della città – si erigeva di fronte a me, istintivamente virai a destra, in una stradina desolata che non sapevo dove mi avrebbe portata.

    Era un vicolo cieco, allora mi lasciai andare sul sedile. Respirai profondamente, avevo tanti di quei pensieri che non sapevo più quali fossero le mie priorità. Chiusi gli occhi. Poi fu tutto molto improvviso… Il mio piede probabilmente scivolò sull’acceleratore per sbaglio e l’auto andò contro il muro retrostante dell’Hotel. Non riuscii a bloccare istintivamente il tutto, cercai di sterzare ma peggiorai solo le cose e non potei nemmeno lasciare andare l’acceleratore perché ero scivolata giù e il piede era rimasto impelagato là sotto.

    L’impatto fu piuttosto violento. Sbattei la fronte contro il volante prima che l’airbag si aprisse e m’impedisse completamente di uscire dall’auto. Che disastro! Non era vero! Era un incubo! Dannazione!

    D’un tratto sentii che qualcuno aveva spalancato la portiera. Il sacchetto bianco si era sgonfiato e quando mi voltai per vedere chi fosse il mio salvatore,  non potei credere a quello che vedevano i miei occhi.

    Me lo ritrovai davanti, in tutto il suo splendore.

    «Ehi, ti sei fatta male?» Mi chiese, con la sua voce melodiosa e leggera. «Emh… No, no, è tutto apposto…» Ero piuttosto spaesata. Non riuscivo a capire cosa fare, e avevo un tremendo mal di testa. Ebbi solo un minuto per vedere che anche lui si trovava abbastanza confuso. «Hai un bernoccolo in testa! Vieni, ti faccio mettere del ghiaccio…» Sì! Ti prego! «No! Non ce n’è bisogno, davvero!» «Sei sicura? Non vuoi nemmeno un bicchier d’acqua?» No, non saresti riuscito a convincermi! «Ho detto di no!» Lui mi prese in braccio e mi poggiò per terra, chi gli aveva dato il permesso di farlo? «Ti conviene sul serio fare qualcosa per quello!» E indicò la mia fronte. Mi guardai nello specchietto rotto dell’auto, oh cavolo! Un’enorme bozzo risaltava nel bel mezzo della mia povera fronte! «O mio dio! La macchina!» L’auto era completamente distrutta. Mia madre mi avrebbe uccisa, dovevo fare qualcosa! «Non pensare alla macchina! Vieni con me…» Mi prese per un braccio e mi condusse in un’altra stradina vicina, c’era posteggiata una Ferrari, d’un rosso accecante. Era la sua auto? Oh, cavolo! Aprì il bagagliaio e iniziò a medicarmi con del ghiaccio, lo appoggiò lentamente e con dolcezza sul mio capo. Era molto, molto vicino a me. Ci guardammo negli occhi, tutto era vuoto. Non capivo più nulla. Quegli occhi, stupendi, meravigliosi, così azzurri. Si avvicinava sempre di più, arrivammo a sfiorarci il viso, mentre lui aveva già tolto il ghiaccio dalla mia fronte.

    «Così va meglio…» Dissi. Lui sorrise. Stavo per sciogliermi. «Perfetto.» Già; era tutto così perfetto. «Vuoi che ti accompagni a casa?» Improvvisamente tornò tutto chiaro intorno a me. Mi risvegliai da quel sogno. Aveva ragione, come sarei tornata a casa?

    «Oh, cavolo, no!» Ero più o meno in preda al panico! «Era una domanda retorica…» Disse con un sorriso malizioso. «D’accordo, d’accordo…» Finsi di dargli retta, ma indietreggiai di qualche passo e poi, non appena lui si voltò io iniziai a correre all’impazzata. Correvo, correvo, correvo. Non devi farti coinvolgere dagli uomini, ricorda Lusette. Pensai istintivamente.

    Eppure qualcosa dentro di me avrebbe voluto che io rimanessi lì con lui. Che stupida, Lusette, non pensare strane cose.

    Ero arrivata quasi a casa, ma ero sfinita. C’era solo mio fratello, che mi vide dalla finestra della cucina, quella che dava sul giardino, e mi chiese cosa fosse successo.

    JJ appariva come un fratello odioso, ma in realtà era sempre pronto a dare tutto per me. «Jason! Ho combinato un macello!» Lui mi guardò strano «Che è successo?!» Abbassai lo sguardo, imbarazzata «Ecco… Casualmente, la macchina di mamma è andata a sbattere contro un muro…» Lui diventò furioso. L’avevo fatta grossa. «Casualmente???» Cavolo… «Dannazione, Lusette! Come ti è saltato in mente di prendere la macchina senza saper guidare???» Sempre più furioso. Sempre di più. «Jason ti prego devi aiutarmi!» Lo supplicai. «No, Lusette, stavolta no!» «No JJ ti prego!» Dopo minuti di lamentele e insistenze finalmente cedette «Questa è l’ultima volta, Lusie! L’ultima!» Lo abbracciai e lo baciai, stavo quasi per buttarlo fuori dalla finestra per la felicità!

    Gli dissi dove era avvenuto il fattaccio e lui si avviò per constatare i danni, quando ritornò potemmo vedere le condizioni in cui avevo ridotto la povera auto. Il paraurti era completamente distrutto, la parte anteriore era accartocciata e il vetro del parabrezza e del finestrino del guidatore in pezzi.

    Jason mi guardava con un’aria furiosa, a dir poco, e non osò parlarmi per il resto della giornata. Quando mia madre tornò – era uscita con la madre di Brian – il povero JJ dovette sorbirsi una sfuriata mai sentita, mia madre gli confiscò le chiavi della sua di macchina e gli vietò di uscire per il mese seguente. Accidenti! Mi sentivo dannatamente in colpa… Decisi di chiamare Sarah, non ci eravamo lasciate bene quel pomeriggio. Mi rispose Tarance. Mi chiesi che ci facesse ancora a casa di suo fratello, chissà.

    «Pronto?» La sua voce era bassa, e triste.

    «Sono io Sarah…» Mi riconobbe subito.

    «L’avevo capito. Che c’è?»

    «Sei stata al Major?»

    «Ovvio!»

    «E l’hai visto?»

    «…»

    «Questo non me lo dovevi fare, Lusette…» Oh, cavolo…

    «Farti cosa?» Cercai di apparire il più innocente possibile!

    «Vi ho visti! La macchina distrutta, lui che ti prende in braccio e che ti medica la ferita… Com’eravate carini!»

    «Sarah…» E adesso? Come potevo spiegarle? Come potevo ammettere di aver flirtato con il suo dio?

    «Gli stavi appiccicata…» Aveva visto proprio tutto…

    «Gli stavo appiccicata? È stato lui a volermi aiutare! Ero spaesata e confusa e lui mi ha dato semplicemente una mano!» Una bugia tira l’altra, Lusette, attenta…

    «Quindi, ovviamente era la prima volta che lo vedevi, vero?» Uh.

    «Ovviamente!» Mentii di nuovo. Non mi riconoscevo più, stavo mentendo alla mia unica vera amica.

    «Beh, Lusie…» Aveva ricominciato a chiamarmi Lusie, buon segno!

    «Penso di aver capito male, allora!» Uh. Se l’è bevuta. Com’ero stata maligna…

    «Dai, Sarah! Sai bene che Nicholas Awery non mi è mai piaciuto, e non mi piacerà mai!» Uh.

    «Però ammettilo, Lusie, almeno un po’ ti è piaciuto…» Suonava tanto ambigua quella frase!

    «Ha un buon profumo…»

    «Davvero? E com’è?»

    «Vaniglia…»

    «Adoro la vaniglia!» Già, anche io.

    «Beh, Sarah, allora è tutto apposto?» Sentii che rideva.

    «Ma certo, Lusie!» Mi sentivo smisuratamente in colpa. Ero stata davvero stronza. Terribilmente.

    «Beh, Lusie, ti devo lasciare… Ci vediamo domani!» Uh.

    «D’accordo… Un bacio.»

    «Un bacio.» Riattaccammo.

    Cavolo. Che sensazione orrenda, non avevo mai finto così bene, me ne compiacqui. Ma allo stesso tempo capii di avere sbagliato, e anche tanto.

    Non avevo voglia di dormire, perché sapevo che l’avrei sognato, e non volevo. Non dovevo. Quindi mi distesi sul divano coperta dal plaid blu che mi aveva regalato mia madre qualche Natale fa e accesi la TV. Non c’era niente d’interessante, come sempre. Rimasi sveglia a guardare finché non mi addormentai, con la TV accesa e con il rimorso di quelle bugie in testa. Fortunatamente non sognai nulla. Quando mi svegliai era notte fonda, forse erano le tre o le cinque del mattino, non riuscivo a capire. Mi alzai e andai al piano di sopra, in camera mia, m’infilai il pigiama e dormii profondamente, cercando di non pensare a niente. Né a lui, né tanto meno alla povera, ignara Sarah.

    Ci fu un minuscolo pensiero che attraversò la mia mente come una fulminea scarica elettrica. Ed era il suo viso. Il suo viso mi apparve in quell’istante chiaro e netto, poi mi addormentai. E fu così splendida quella notte, con il suo viso impresso in mente, che mai avrei voluto svegliarmi.

    Invece la mattina dopo, un timido raggio di sole indugiò sul mio viso, destandomi quasi del tutto. Rimasi a letto per un po’, prima di scendere giù e subire un’altra tremenda giornata di monotonia quotidiana, lievemente interrotta da amanti sconosciuti e macchine schiantate.

    Come al solito raccolsi i capelli in una coda e scesi. Giù, mia madre e mio fratello stavano già facendo colazione con i soliti tremendi cereali al sapore di cartoncino e io, purtroppo, dovetti adeguarmi. Quando mi sedetti lo stesso sguardo furioso di JJ del giorno precedente mi travolse, facendomi sentire ancora terribilmente in colpa. Quel giorno faceva più caldo rispetto alla settimana passata, ma era un caldo relativo, considerando che si trattava comunque del ventinove di dicembre.

    Quasi subito dopo che ebbi finito di mangiare, ricevetti la telefonata di Sarah che disse che sarebbe passata presto. Mi cambiai con calma, sapendo che la puntualità era uno dei punti deboli di Sarah, e quando arrivò avvertì sin da subito che continuava a provare ancora un certo astio nei miei confronti, ma cercava di nasconderlo più che potesse.

    Uscimmo quasi subito, dopo che lei iniziò di nuovo a chiedermi notizie del mio incontro con Nicholas Awery.

    «è un biondo naturale il suo?»

    «Sarah, ma che domande fai?»

    «Ma Lusie, io voglio sapere tutto di lui!»

    «Sì, è un biondo naturale…»

    «Ok, perfetto, mi hai tolto un dubbio atroce!»

    «Sono contenta…»

    «Ed è bella la sua voce?»

    «Sarah, basta!»

    Il viaggio verso la nostra mete abituali – casa di Brian e poi Centro Commerciale – mi appariva stranamente più lungo del solito, forse perché parlare di Nicholas mi metteva a disagio, soprattutto con Sarah…

    Una volta raggiunto prima la casa dell’uomo del trio, e poi il Centro Commerciale, ci fermammo nel parcheggio. Sarah e Brian finirono la loro solita sigaretta in comune e io iniziai a girovagare tra le onde radio, finché non sentii la sua voce, profonda e calda come sempre, che cantava in unplugged una delle sue migliori canzoni, quella che parlava di noi due. Le note basse e leggere di You are my drug mi entrarono in mente per il resto della giornata, non riuscii a smettere di canticchiare o fischiettare quella melodia. La sentivo per la seconda volta, e mi appariva più bella di come mi era parsa la prima.

    Cercai di non farmi sentire da Sarah, ancora ignara di tutto, ma vedevo che mi lanciava delle strane occhiate fulminanti e io dopo quelle smettevo di canterellare per qualche secondo, tanto per accontentarla. Ma ricominciavo quasi subito.

    Finita la visita turistica al Centro Commerciale, ci separammo. Abbandonammo Brian a casa sua e Sarah, prima di riaccompagnarmi, si fermò poco lontano da casa mia e, con lo sguardo fisso nel vuoto, mormorò «Lusie, promettimi che sarai sempre sincera con me…» Accidenti. «Come mai vuoi che ti prometta che sarò sempre sincera?» Sempre lo sguardo fisso sul nulla. «Tu promettimelo e basta!» Annuii. «Te lo prometto».

    Lei mise in moto e mi accompagnò fino a casa, mi sentivo davvero male quella sera, l’unica cosa che sarebbe riuscita a liberare la mia mente dai sensi di colpa era la voce di Nicholas; e, visto che non potevo sentirla di persona, iniziai ad ascoltare il CD di Natale.

    Ancora quelle note basse e leggere, dolci e armoniose, splendide.

    Con la sua voce che continuava a cullare i miei pensieri, mi addormentai. Forse non sarebbe stato poi tanto male almeno provare di avere a che fare con un uomo. Soprattutto se quell’uomo fosse stato lui.

     

    Quest'opera è protetta da Copyright...se vi scopro a copiare vi spezzo le gambe! ^^

     

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    Comments (17)

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    bè che dire è davvero bellissima come storia...
    nn vedo l'ora di leggere ilseguito...baci^___^
    spero ke ti riprenda presto...
    July 5
    Uhh non posti piùùù?
     
    Me è troppo curiosaaaaa....
     
    aspetto con ansia il nuovo chap XD
     
    baciottiiii
    May 25
    LeLewrote:
    CiaO!
    Arrivo qui per caso..
    ma devo dire ke sono stra-felice di averlo fattoooo!:D:D
    Si,Si..troppo bella questa storiaaaaa!!!!:D
    Mi piace tnt tnt tnt..
    Verrò mooolto mooolto spesso!:D
    UnBacio
    May 24
    Cattiva...
    non mi hai avvisata ke è uscito il IV capitolo...
    cmq...complimenti...
    sempre più brava...
    è una storia stupenda...
    un bacio..!
    May 24
    Martinawrote:
    ciauuu...
    cOmplimenti...6 davverO bravixima...qst stOria è a dir pOkO fantastika...
    paxa da me se hai vOglia..
    kizz...
               
    May 23
    ..ma ciaOO!
    ..bellissimO quii!
    ..cOmplimenti!
    ..se ti va passa da me..
    ..ti aspettO!
                         ..::FlOra <3::..
    May 23
    MsZ illusawrote:
    UhUh inkoerente qsta Lusie ,,
    xò sì ceRtO ke deVe provare ad avere a che fare con un uomo senno' ke vita d merda xD
    Vbb caRa pRima d skLerare kOmpletam t salUto e t fCc tnt kOmplimentini,,
    BaciOni
    May 23
    stupenda qst storia ...è sempre più stupenda!!....mmm...mi sa proprio che dovrò rivedere la classifica dei miei AUTORI PREFERITI....
    May 23
    siao!!!!grz x l'invito!!
    billo!!!!!!!!!!!!!!!brava!!
    kizz^^
    May 22
    ma ke belloo qst capitolooo!!
    es sì si dicono anke bugie x amore..
    bhà..
    chiamami x il prossimo! smuà
    May 22
    GïuLïawrote:
    Si è prOpiO ufficiale: iO mi sn inamOrata della tua stOriaaa!!!
    E' sempre + stupenda!!!
    nOn vd l'Ora d cOntinuarla a leggere!
    Mi sn dvv appassiOnata^^
    Mi racc nOn farci aspettare mOltO XDXD
     
    /_ Kizz!   ♥Giulietta in lOve♥
    May 22
    wow kikka qst storia è davvero bella e te lo dico sinceramente...nn sn molte le storie ke appassionano davvero, ma ti devo fare i complimenti xkè qst libro è molto profondo! BRAVISSIMA!!!
     
    ciau ciau tvtttb baci...e mi raccomando continua csì!
    May 22
    Sуиwrote:
    è bellissimo *__*
    troppo troppo tropooùùpo!!!
    complimentiiii
    ti adoro veramente!!!!
     
    May 22
    Ciauuuuuuuuuuuu
    Waaaaaaaaaaa ma è stupendoooooo.
    Bellissimo, brava!! Pensavo che in questo capitolo
    ci sarebbe stato il concerto, ma a quanto pare dovremmo aspettare il prossimo...
    Non vedo l'ora!!!
    Complimentissimi ancora... =)
     
    Bacìì
    May 21
    ♣__Alicewrote:
    Holaaa!!!
    beh che dire...
    semplicemente S T U P E N D O !!!!!
    l'altra volta nn avevi letto tutti i capitoli..
    ma sta sera che avevo tempo l'ho fatto^^
    meraviglioso^^
    guarda che però potresti veramente pubblicare qst libro^^
    faresti un sacco di soldi^^
    ne venderesti un kasino^^
    nn vedo l'ora di legg il seguito^^
    a presto
    bacibacibaci
    May 21
    Picture of Anonymous
    Oº°‘¨kiara & Ale¨‘°ºO-♪ -t♥kiett wrote:
    non so come sono capitata di qui..
    mi è arrivato un invito e ho accettato !
    no ho avuto il tempo di leggere tutti i capitoli fin dal primo ma la storia mi ha preso sub!
    è veramente bellissiama!
    ritornero x leggerne il seguito...
    sao ! baci!
    May 21
    wow sono la prima a commentare!!
    anche questo capitolo è veramente bello!!
    oddio mi sto innamorando anche io di nicholas..
    (come ho fatto anche con edward in twilight)
    complimenti davvero anche per questo capitolo
    è veramente bello!!!
    spero solo che alla fine lusie dica la verità a sarah..
    non vedo l'ora di leggere il seguito..
    sono curiosissima di cosa succederà dopo!!!
    ora ti saluto
    baci baci
    ...FRA...
    May 21

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